“Precisi i caratteri posti a base del progetto: l’orizzontalità nei rapporti, la spiccata apertura alla collaborazione e la condivisione delle esperienze, attraverso cui realizzare percorsi creativi stimolanti, e per quanto possibile autonomi e aperti alla sperimentazione.”
Attivo con diverse iniziative volte alla promozione e al sostegno della giovane arte italiana, il progetto Sottobosco raccoglie con questa prima mostra collettiva gli artisti entrati a far parte del suo archivio. Si tratta di una selezione di trenta lavori – uno per ogni artista – che spazia dal video all’installazione, senza trascurare media più tradizionali quali la fotografia e la pittura, a dimostrazione dell’eterogeneità e del crossover linguistico che contraddistingue le pratiche creative più attuali.
Precisi i caratteri posti a base del progetto: l’orizzontalità nei rapporti, la spiccata apertura alla collaborazione e la condivisione delle esperienze, attraverso cui realizzare percorsi creativi stimolanti, e per quanto possibile autonomi e aperti alla sperimentazione. Su questi punti molti dei lavori in mostra sembrano rispondere con efficacia, proponendo ricerche al contempo esteticamente coinvolgenti e rigorose. Un’asciuttezza stilistica che spesso attinge, a seconda dei casi, a un minimalismo e a un concettuale resi vivi e seduttivi, nonché aggiornati all’oggi.
A questo proposito, nonostante la citata varietà di mezzi, emerge dal punto di vista tematico una certa attenzione al quotidiano, che volentieri si presta all’accezione sociale del termine. Una predisposizione che, partendo dall’ordinarietà, porta fra le altre cose alla riflessione sul lavoro (Fausto Falchi, Elisa Strinna), sull’esperienza (Valentina Vetturi, Emanuele Becheri, Pietro Mele), sull’incomunicabilità (Riccardo Giacconi), o ad un’intrigante idea di bellezza (Nicola Nunziata).
Fabrizio Montini
My Favourite Things, Galleria Contemporaneo, Mestre.
Arte e Critica n’65 Dicembre – Febbraio 2010, pag. 123